Per Friweb
Ho rifatto la home di Fratelli Boffi. Non per rubarvi il cliente: per farvi vedere come potete farlo voi.
Il sito di Fratelli Boffi porta la vostra firma: seguite il marchio dal 2023 e l'avete messo online nel 2024. Nella pagina del progetto lo raccontate così: «un layout volutamente eccentrico», perché «il sito è parte del racconto dei prodotti, non solo il contenitore». Sono partito da lì, e l'ho preso alla lettera.
Dentro ci sono scelte che reggono benissimo, e che l'anteprima tiene: il Didot minuscolo e grande, il crema, l'impaginato sfalsato, il marchio con «FRATELLI» in piedi, le collezioni coi loro designer, la divisione contract. E le landing page che fate per ogni lancio, da Gothik-A a Casaornella, che sono la parte più viva del sito. Le foto, i fatti e quasi tutti i testi dell'anteprima vengono da fratelliboffi.it. Quello che pesa non è il disegno: è il video di Step into the Wild, che parte da solo a metà della home (15,6 MB dal telefono), e sono tre servizi esterni, Cookiebot, Google Tag Manager con Analytics e il pixel di Meta, che si caricano da soli. Qui non ci sono: niente cookie né servizi di altri; il sito vero li terrebbe, caricati dopo la pagina. Ho tolto il peso, e ho messo sotto il dito la storia e Surprise.
In Fratelli Boffi nessuno sa niente di questa pagina: non li ha contattati nessuno.
Il prima e il dopo, dal telefono


- Il contenuto principale della prima schermata, in 4G0,8 sinvece di 5,3 sOggi è il testo del banner dei cookie.
- Lo stesso, in una rete lenta3,7 sinvece di 25,5 s
- Peso al primo caricamento805 KBinvece di 4,3 MB
- Servizi esterni caricati da soli0invece di 3Il sito vero li terrebbe, caricati dopo la pagina.
Misurato fra il 27 e il 28 ottobre 2026, l'anteprima pubblicata e il sito di oggi dalla stessa macchina, con una sonda che apre la pagina in Chrome come un telefono, senza cache, con la rete strozzata come un 4G (8 Mbit/s, 165 ms) e come un 4G lento (1,4 Mbit/s, 562 ms): la mediana di tre prove. Lighthouse non c'è: la macchina delle misure era carica, e i suoi numeri non sarebbero stati onesti. Il confronto non è alla pari: nell'anteprima mancano il video di Step into the Wild e i tre servizi esterni, che sono proprio la differenza. Scorrendo fino in fondo, l'anteprima scarica in tutto 6,1 MB, di cui 3,9 MB il video con cui mi presento nella finestra dell'anteprima.
Che cosa ho cambiato, e perché
Dal 1928, sotto il pollice
Oggi la storia sta in «about us»: le foto d'archivio dal disegno del 1928 a Gothik-A al Louvre. Qui è il primo gesto della home, subito sotto l'apertura. Il palco si ferma e il pollice sfoglia tredici di quelle foto: ognuna sale sulla precedente come una pagina che si gira, e le cifre dell'anno girano come un contatore. È il principio che chiamo «feel, don't tell», far sentire la promessa invece di spiegarla: «dal 1928» non si legge in un titolo, si sente passare sotto il dito, e la storia arriva fino a Gothik-A, il pezzo dell'apertura. Le foto stanno tutte nello stesso passe-partout di carta, come stampe d'archivio, e non si toccano: si muove solo il taglio che le scopre.
Surprise si apre scorrendo
Oggi Surprise, la boiserie di Lorenza Bozzoli, passa per qualche secondo nel video che apre la home, che parte al tocco. La sua scheda dice: «Aprire Surprise è un'esperienza sorprendente». Qui la si apre scorrendo. Nel loro video la telecamera è ferma e i vani compaiono uno alla volta: lo scrittoio, la libreria, i due bar che ruotano sul perno, l'armadio. Ho preso quei cinque fotogrammi, e lo scorrimento li fa entrare uno dopo l'altro, avanti e indietro; al telefono la parete scorre di lato verso il vano che si apre. Alla fine il comando porta alla divisione contract, perché Surprise si disegna su misura per ogni casa.
Il loro carattere, intero
Il Didot minuscolo dei titoli è la voce di Fratelli Boffi: qui è GFS Didot, la riedizione libera più vicina al Didot che usano. Il crema del loro foglio di stile è il fondo, il marchio è disegnato coi tracciati veri del loro file. E il marchio diventa impaginazione: come «FRATELLI» sta in piedi accanto a «BOFFI», ogni sezione ha una parola in piedi accanto al suo titolo, «dal 1928», «archivio», «timeless», «prova», «contract».
La prima cosa che si vede
La prima schermata è Gothik-A ferma, sul grigio dello studio, una foto che arriva subito, con sotto il bordo dell'archivio che invita a scendere; all'arrivo si muove solo il «dal 1928» accanto al titolo, che corre una volta da oggi al 1928. Nessun video parte da solo, nessun banner dei cookie. Le foto sono servite alla misura in cui si vedono, in AVIF e WebP, e i caratteri da qui. Il video di Step into the Wild non c'è: la collezione resta, con le altre, in tessere grandi che portano ognuna alla sua pagina vera.
Le tre domande di chi arriva
Architetti, studi, alberghi: chi arriva cerca che cosa fanno, se sono all'altezza, a chi scrivere. La pagina risponde a tutte e tre. Le collezioni e i pezzi senza tempo, ognuno verso la scheda vera; la storia, Gothik-A da vicino, i musei; la divisione contract con le sue tre fasi e il modulo di richiesta, che nell'anteprima non spedisce niente.
Google, e chiunque arrivi
Un solo titolo principale, l'azienda descritta a Google con partita Iva, indirizzo e i due recapiti, l'anteprima del link con una foto vera. Ogni foto che dice qualcosa ha la sua descrizione per chi non la vede. Bersagli di almeno 44 pixel, testi da 14 in su, contrasti misurati, la tastiera che arriva dappertutto, il movimento che si ferma per chi l'ha chiesto. E nessun servizio esterno caricato da solo: caratteri e foto stanno sullo stesso indirizzo della pagina.
Quanto tempo, e con che cosa
Una sera: il 27 ottobre 2026, dalle 19:25, dal primo rilievo alla pagina pubblicata e collaudata nella notte. L'ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che segue Linus, un metodo di lavoro che ho scritto per l'intelligenza artificiale: prima ha smontato e misurato la home di oggi, poi ha scritto il progetto, poi le prove, che un secondo agente, che fa da critico per me, ha giudicato sugli scatti due volte, prima della veste finale. Un terzo, che non l'ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sulla fonte.
È una vetrina statica in Next.js, pubblicata su Vercel: niente tema, nessun servizio di altri. Testi, foto e fatti sono quelli di fratelliboffi.it al 27 ottobre 2026. Se la portate online voi, ci va anche il gestore dei contenuti: Fratelli Boffi cambia da sé testi, foto, collezioni e news dalla pagina stessa, senza un pannello a parte. In questa anteprima non c'è. Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi arriva, che cosa togliere, che cosa è di Fratelli Boffi e di nessun altro.
Che cosa potete portare a Fratelli Boffi
- Il peso, prima di tutto: il video di Step into the Wild alla misura in cui si vede e avviato quando entra nello schermo, i servizi esterni caricati dopo la pagina. Si fa sul sito che avete già.
- La storia in home, col gesto del pollice: le foto d'archivio le avete già, in «about us».
- Surprise da aprire, invece che da guardare: i fotogrammi vengono dal video che c'è già in home. Lo stesso gesto vale per le prossime landing page.
- Le foto descritte una per una, per Google e per chi non le vede.
Se volete vedere come si lavora così
Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, Marco Santonocito e io conduciamo «AI per agenzie»: un pomeriggio con le agenzie organizzato da Alleniamo Imprese, in un'aula della 24ORE Business School di Milano.
Partecipa al corso (si apre in un'altra scheda)Federico VitielloAlleniamo Imprese: formazione sull'intelligenza artificiale per le imprese
P.S.Nell'anteprima di Fratelli Boffi ci sono due cose nascoste. Se le avete già trovate, bene; se no, aprite qui.
La luce sull'intaglio
Al computer, scendete fino ai «pezzi senza tempo» e passate il puntatore sopra un pezzo: una luce calda lo segue, come una lampada tenuta di lato.
PerchéIl loro mestiere è l'intaglio, e l'intaglio si legge con la luce di lato, che fa ombra nei rilievi. Si muove la luce; la foto resta com'è.
Dietro questa anta non c'è niente
Nella barra degli indirizzi, al posto di quello che c'è, scrivete per-friweb
.alleniamoimprese .it /anta. Si apre la pagina che compare quando un indirizzo non esiste: una parete cannettata come quella di Surprise, con un'anta che si apre su un vano vuoto. PerchéSurprise nasconde dietro le sue ante scrittoio, libreria, bar e armadio. Anche un indirizzo sbagliato apre un'anta: dentro non c'è niente, ma accanto ci sono la strada di casa e Surprise.